PER UN SORRISO IN PIU’ 2017 – SABATO 9 SETTEMBRE

Causa maltempo, l’evento è spostato a sabato 16 settembre 2017 con gli stessi orari. Qualora anche in quella data le condizioni meteo non fossero adatte ad una serata all’aperto, l’evento è spostato al centro sportivo Trilacum di Terlago. (aggiornamento del 07 settembre 2017)

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Sabato 9 settembre 2017 è in programma l’ottava edizione di “per un sorriso in più… ricordando Elisa Gadotti”.  L’evento avrà inizio alle ore 18.30 e si terrà nel centro storico di Terlago, presso il piazzale antistante il punto lettura della biblioteca comunale.

“Per un sorriso in più…” è un progetto nato in seguito alla morte di Elisa Gadotti, una ragazza di Terlago e una volontaria del Gruppo GIovani Interparrocchiale Vezzano, scomparsa a 23 anni a causa di un osteosarcoma nel 2010. Elisa era una persona che cercava di affrontare ogni attività – dal volontariato al lavoro, dallo studio all’amicizia – con molta energia ed entusiasmo, senza perdere il sorriso di fronte agli imprevisti.

Per ricordarla, da allora, si sono susseguite con cadenza annuale sette edizioni del progetto, in cui abbiamo cercato di andare oltre la dimensione, più personale, del ricordo per dare spazio anche alla solidarietà, e a temi come la prevenzione dei tumori e la promozione della salute, grazie alla collaborazione con la Lega Italiana per la Lotta ai Tumori del Trentino, che sin dall’inizio è stata partner del progetto.

Nel corso degli anni abbiamo collaborato con molti altri gruppi e associazioni, sperimentato format diversi – dalle feste all’aperto, alle cene spettacolo, dai cineforum agli intrattenimenti musicali – e abbiamo sempre scelto come tema della serata, un messaggio  che invitasse i partecipanti a riflettere e li esortasse a vivere in pienezza la propria vita, da protagonisti.

Il tema di questa ottava edizione è “sei tu l’artista, colora la tua vita” e il programma dell’evento prevede una cena in bianco, in cui i partecipanti alla serata sono invitati ad aiutarci a colorare l’atmosfera vestendosi di bianco, preparando un antipasto da condividere con gli altri e soprattutto portando la voglia di trascorrere una serata di festa in compagnia di amici, conoscenti, vicini di casa.

La partecipazione alla serata è gratuita, ma per motivi organizzativi è gradita una prenotazione al nr. +39 334 1509 952.  In caso di maltempo l’evento verrà spostato a sabato 16 settembre 2017.

L’evento è organizzato dal Gruppo Giovani Interparrocchiale Vezzano insieme agli amici di Elisa, grazie al contributo del Comune di Vallelaghi, della Cassa Rurale Alto Garda, in collaborazione con Pro Loco di Terlago, LILT Valle dei Laghi, Gruppo Giovani Terlago, Circolo Anziani El Fogolar, Centro Residenziale di Riabilitazione Villa San Pietro (Codess Sociale Arco), artisti e musicisti della Valle dei Laghi.

A margine dell’evento, come nelle ultime tre edizioni, proponiamo una raccolta fondi a favore della Lega Italiana per la Lotta ai Tumori del Trentino, che li utilizzerà per realizzare progetti volti a migliorare la qualità della vita dei pazienti oncologici.

Donazioni possono essere effettuate tramite bonifico bancario sul c/c IT17L0801605629000030330889 intestato a Gruppo Giovani Interparrocchiale Vezzano specificando nella causale “Per un Sorriso in più”.

Info e contatti: [email protected]

scarica in manifesto [.pdf]

scarica il volantino [.pdf]

https://www.facebook.com/events/299874593754342

Per un sorriso in più… progettare insieme per ricordare un’amica

Qualcuno ha detto che “solo chi sogna impara a volare”: questo è il messaggio più importante che volevamo lasciare attraverso il film ‘la famiglia Belièr’ e il libro ‘Tutto è possibile’, in questa settima edizione del progetto “Per un sorriso in più…”, che si è svolta a Covelo sabato 29 ottobre 2016.

Segui i tuoi sogni: tutto è possibile” è infatti solo l’ultimo capitolo di una storia iniziata per noi sei anni e mezzo fa, con la morte di Elisa, avvenuta a causa di un tumore, il 30 marzo 2010. E’ una storia fatta di serate di beneficenza e di pomeriggi di festa sotto il sole di settembre. Una storia fatta di molte riunioni organizzative, ma anche di tante, tantissime soddisfazioni. Una storia scritta a molte mani da un gruppo di amici di Elisa, provenienti anche, ma non solo, dal Gruppo Giovani Interparrocchiale Vezzano.

eloElisa era per noi un’amica sincera, una persona che si spendeva in prima persona attraverso il volontariato, ma anche lo studio e il lavoro, per cercare di aiutare gli altri. Anche durante i mesi in cui era malata, ha sempre cercato di non smettere di sorridere alla vita. Per ricordarla, abbiamo quindi pensato di creare un progetto, che sapesse dare spazio non solo alla memoria, ma anche all’informazione e alla solidarietà, in particolare su temi legati alla lotta contro il cancro.

In tutti questi anni, abbiamo potuto contare sull’aiuto di tante singole persone e tante realtà, in particolare il Comune, la Pro Loco, il Gruppo Anziani e il Gruppo Giovani di Terlago, oltre a molte altre associazioni, che hanno di volta in volta accettato di collaborare con noi. A tutti loro va il nostro grazie più sincero, nella speranza di continuare anche in futuro la nostra collaborazione.

La partnership più importante e duratura, però, è stata di certo quella con la delegazione “Valle dei Laghi” della Lega Italiana per la Lotta ai Tumori, una realtà che si occupa di educazione sanitaria e di sostegno ai pazienti oncologici e alle loro famiglie, ma anche di diagnosi precoce dei tumori.
Ecco perché, negli ultimi tre anni, abbiamo deciso di impegnarci in prima persona nella raccolta di fondi a favore di un progetto sezione Trentina della LILT, guidata dal dott. Mario Cristofolini, che ci è piaciuto da subito moltissimo: “Accoglienza Bambini in Oncologia Pediatrica”.

L'inaugurazione dell'appartamento

L’inaugurazione dell’appartamento – febbraio 2015

Nella primavera 2015 è stato infatti aperto a Trento un centro di Protonterapia, una tecnica che – rispetto alla radioterapia tradizionale – ha il vantaggio di ridurre i danni ai tessuti sani vicini a quelli malati ed è pertanto utile e indicata nel trattamento di tumori al sistema nervoso centrale, in particolare in pazienti pediatrici. In Italia gli unici centri di protonterapia attivi sono a Catania, Pavia e Trento.
La LILT ha quindi attivato il progetto “Accoglienza Bambini in Oncologia Pediatrica” proprio per aiutare i bambini, in particolare quelli che vengono da molto lontano, in cura presso il centro di protonterapia, offrendo loro la possibilità di alloggiare con i loro cari in un luogo in cui sentirsi come a casa, durante tutta la durata delle cure.

Nel febbraio 2015 è stato inaugurato un primo appartamento protetto, in cui sono stati ospitati ad oggi 12 bambini insieme alle loro famiglie per i cinquanta giorni di durata della terapia. Ora che il Ministero della Salute ha deciso di inserire la protonterapia nei Livelli Essenziali di Assistenza è previsto un maggiore afflusso di piccoli pazienti dalle altre regioni d’Italia e la LILT di Trento sta pensando di attrezzare una seconda struttura, per poterli ospitare.

Laboratorio Ri-ScattoQuest’anno abbiamo inoltre deciso di contribuire ad un altro nuovo progetto, si tratta di “Ri-Scatto” un laboratorio curato da una fotografa e da una psicologa rivolto ad adulti e bambini che hanno perso una persona cara a causa di un tumore.
Conosciamo tutti il dolore che provoca la perdita, soprattutto se improvvisa di una persona cara: si passa dall’iniziale incredulità alla disperazione e infine alla tristezza. Superare il senso di perdita non sempre è facile per chi rimane e ognuno trova un modo diverso di reagire: uno di questi può essere l’immagine (disegni, fotografie), uno strumento che evoca emozioni, attraverso il ricordo, ed offre un mezzo per esprimersi anche a chi non riesce ad usare le parole.

Un grazie sincero va a tutti coloro che in questi anni hanno contribuito con le loro offerte a queste raccolte fondi. In questi tre anni abbiamo raccolto un totale di 4386€, che sono stati devoluti interamente alla LILT.

Per quanto ci riguarda, credo di poter dire che “per un sorriso in più…” è stato un modo per aggiungere, lungo tutti questi anni, tanti ricordi nuovi e bellissimi alla nostra amicizia con Elisa, oltre che di tentare, nel nostro piccolo, di donare un sorriso in più a chi ne ha bisogno!

tumori

COMBATTERE IL CANCRO IN PRIMA PERSONA

Il cancro oggi è la seconda causa di morte in Italia, preceduta solo dalle patologie cardiovascolari. Molta enfasi viene data alle scoperte nella ricerca e nella terapia, alimentando aspettative e speranze che purtroppo non sempre sono realistiche.
La vera sfida, però, si gioca soprattutto sul fronte prevenzione: e qui tutti noi possiamo fare la differenza ed essere protagonisti.

La prevenzione primaria si ottiene attraverso l’educazione sanitaria ed è volta a correggere stili di vita, che rappresentano fattori di rischio non solo per i tumori, ma spesso anche per molte delle più comuni malattie croniche. Adottare una dieta sana, ricca di frutta e verdura, smettere di fumare, evitare l’eccessiva esposizione ai raggi UV, la sedentarietà e l’obesità sono scelte che dipendono in gran parte dalla nostra volontà e che ci consentono di fare la nostra parte in prima persona per prenderci cura della nostra salute.

La prevenzione secondaria (o diagnosi precoce) viene messa in campo dal sistema sanitario attraverso campagne di screening rivolte ai gruppi a rischio per la prevenzione di alcuni dei tumori più comuni.
Le campagne di screening offerte gratuitamente dal Sistema Sanitario sono:

 

nastrorosaMAMMOGRAFIA, per la diagnosi precoce del tumore al seno, viene proposto ogni due anni di norma a tutte le donne tra 50 e 69 anni, ma è importante già a partire dai 25 anni eseguire con regolarità una corretta autopalpazione per individuare eventuali noduli.
paptestil PAP-TEST, viene proposto ogni tre anni a tutte le donne tra i 25 e i 64 anni per individuare il tumore della cervice uterina.
colonrettoRICERCA DEL SANGUE OCCULTO NELLE FECI, come screening per il tumore del colon-retto (terzo tumore per frequenza tanto nei maschi quanto nelle femmine), viene proposto a uomini e donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni.

Importante per prevenire i tumori maschili sarebbe la autopalpazione dei testicoli per la ricerca di noduli, nei giovani sotto i 30 anni e una visita andrologica per la diagnosi precoce del tumore della prostata negli uomini sopra i 45 anni.
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REFERENDUM E DIVISIONI LINGUISTICHE

Molto è stato scritto in questi giorni a proposito della vittoria del no in Trentino. Tra le analisi pubblicate, anche sulle pagine di questo giornale, è prevalsa una lettura politica del dato, mentre credo non sia stata posta abbastanza enfasi su un aspetto che a mio avviso può aver influito molto più di altri su questo risultato: le differenze linguistiche.

Non c’è dubbio che almeno a livello locale, il dato più interessante emerso dal referendum di domenica 4 dicembre sia stato la vittoria del sì in Alto Adige.

Andando più a fondo, però, salta all’occhio che, in Alto Adige, come anche in Trentino, il no è risultato in netto vantaggio in tutti i comuni – e nel caso della città di Bolzano persino nelle circoscrizioni – con una popolazione appartenente in maggioranza al gruppo linguistico italiano, mentre il sì ha vinto solo nei comuni abitati in prevalenza dalla minoranza tedesca.

La popolazione di lingua tedesca, per ragioni sociali, politiche ma anche soprattutto linguistiche, è probabilmente stata meno esposta in questi mesi al dibattito politico nazionale e anche in questa occasione, ha seguito le indicazioni della SVP, diffuse dai media in lingua tedesca altoatesini.

La popolazione di lingua italiana al contrario, in Trentino come in Alto Adige, ha probabilmente seguito molto di più il dibattito nazionale sul referendum, formandosi un opinione sulla riforma più slegata dal contesto provinciale e dalle indicazioni dei politici locali.

Molti hanno cercato di spiegare questa differenza, come un minor attaccamento della maggioranza italiana all’autonomia o come uno scollamento tra gli elettori e i partiti del centro sinistra autonomista che si erano schierati per il sì. A mio avviso però la spiegazione più semplice è invece proprio quella linguistica, e di solito, almeno secondo il rasoio di Occam, la spiegazione più semplice è da preferire.

Molti giuristi sono infatti concordi nell’affermare che la riforma Renzi-Boschi non avrebbe aggiunto alcuna reale protezione alle autonomie speciali. Se da un lato con l’articolo 30 veniva introdotta l’obbligo di intesa nella revisione degli statuti speciali, dall’altro, il contesto neocentralista creato dalla riforma avrebbe finito per esacerbare le differenze di competenze rispetto alle altre regioni, con il rischio di alimentare sul lungo periodo gli attacchi ai privilegi delle autonomie.

Inoltre molti tra i trentini con cui ho avuto occasione di confrontarmi, non avevano neppure colto le implicazioni dell’art.30 della riforma sulla revisione degli statuti e quindi presumo che il voto della maggioranza italiana in regione sia stato influenzato più da dinamiche e valutazioni di livello nazionali che di carattere locale.

Al di là del referendum, ritengo però che tutto questo dovrebbe farci riflettere molto sulla difficoltà nel superare le divisioni linguistiche nella nostra regione.

I dati del  infatti non mostrano tanto due schieramenti (uno per il sì e uno per il no), quanto piuttosto due popolazioni molto diverse tra loro. L’assenza di una reale opinione pubblica comune, che vada oltre le divisioni linguistiche, dovrebbe essere motivo di riflessione non solo per la politica, ma anche e soprattutto per i media locali e dovrebbe a mio avviso essere il vero argomento del dibattito post-referendum. (…)

MAURO ROSTAGNO – L’ULTIMA VITTORIA DI UN UTOPISTA

MauroRostagno_mod 15 maggio 2014 – giustizia per Mauro Rostagno: a 26 anni dall’omicidio, il tribunale di Trapani condanna mandante ed esecutore.

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A 26 anni dall’omicidio di Mauro Rostagno, il tribunale di Trapani, al termine di un processo durato quasi tre anni, ha condannato all’ergastolo Vito Mazzara, come esecutore materiale, e Vincenzo Virga, come mandante. Questo pone la parola fine ad una storia fatta di calunnie, silenzi e depistaggi.

Mauro Rostagno, vittima della mafia, era stato una delle anime del movimento studentesco nel 1968, di Lotta Continua e nella seconda parte della sua vita dopo aver fondato una comunità di riabilitazione per tossicodipendenti a Trapani, si era impegnato nella lotta alla criminalità organizzata.

Maddalena Rostagno, sua figlia lo ricordava un anno fa dicendo: “Lui faceva le cose in maniera seria senza prendersi sul serio. Tutte le cose che ha fatto le ha fatte con un grande piacere e godimento per la sua vita e sul presente. Oggi sempre più spesso le persone che si occupano di certe cose si impostano molto, si mettono un’aria greve, seriosa, di credibilità. Lui non dava alcuna importanza al giudizio degli altri e ad avere un’aria credibile. Lui era credibile per le cose che faceva.

Per ricordarlo vi propongo un video del 1988, in occasione del ventennale del 1968 e un ritratto scritto da Enrico Deaglio nel giugno 2008 per la rivista Diario, quando è stata riaperta l’inchiesta sull’omicidio di Rostagno.

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