GRAZIE A TUTTI! – ELEZIONI 2010

24 ottobre 2010 – Un sincero GRAZIE a tutti voi per il sostegno, per la stima e per la fiducia … Adesso al lavoro!

***

Voglio davvero esprimere tutta la mia gratitudine non solo verso tutti coloro che domenica hanno riposto in me la loro fiducia, ma anche verso molte altre persone, senza le quali non sarei arrivato ad un risultato come questo.

Il primo grazie sincero va a Luca Sommadossi per aver creduto in me e per avermi proposto di sostenerlo in questa nuova esperienza. A questo grazie voglio anche aggiungere il mio augurio di buon lavoro per la Presidenza. Pur nella convinzione che sarà un’esperienza impegnativa e non priva di difficoltà, sono sicuro che con la sua competenza e le sue qualità, riuscirà a fare un ottimo lavoro.

Il secondo grazie, altrettanto sentito va a quanti mi hanno incoraggiato ad accettare questa sfida. Non voglio nominarli perché  rischierei di dimenticare qualcuno, ma sono certo che loro sentiranno questo grazie come “proprio”. Spero davvero di poter contare sempre nella vita sul vostro sostegno e sulla vostra vicinanza, perché mi sono state e mi saranno sempre preziose, anche e soprattutto nei momenti difficili, oltre che in quelli di felicità!

Il terzo grazie va a tutti coloro che hanno condiviso e condividono con me il mio impegno per la Valle dei Laghi. Con loro in questi anni abbiamo portato avanti esperienze bellissime fatte di impegno, di crescita, ma anche di amicizia e di divertimento. E’ anche grazie a loro che sono cresciuto come persona e come cittadino. Insieme ci siamo impegnati, abbiamo messo idee ed energie senza risparmiarci e abbiamo avuto anche grandi soddisfazioni. Aver fatto tutto questo INSIEME è un valore aggiunto notevole. Spero di poter contare ancora per molti anni sulla vostra collaborazione e sulla vostra amicizia, perché ciascuno di voi, come singolo (e ancor più come gruppo!) è davvero importante per me!

Il quarto grazie va a tutti coloro che hanno condiviso con me queste settimane di campagna elettorale. Con alcuni candidati della coalizione in particolare si è stretto un legame molto forte di intesa, stime e in alcuni casi di amicizia. A loro va il mio grazie per la correttezza con cui abbiamo tutti condotto questa campagna elettorale. Abbiamo parlato di contenuti, di idee e non ci siamo abbandonati alle polemiche sterili. Grazie davvero.

Il quinto, ultimo (ma nonme non importante) grazie va infine a tutti coloro con cui mi sono confrontato in queste settimane. Sono state settimane intense e impegnative, ma ricchissime dal punto di vista umano. Questa campagna elettorale è stata per me un’occasione importante per mettermi in gioco e mettere in discussione le mie idee, il mio punto di vista. Ho avuto il piacere di ascoltare e di essere ascoltato da tante persone, con cui mi sono confrontato in maniera costruttiva. Ringrazio tutti voi per l’attenzione che mi avete dedicato, per avermi dato consigli, per esservi confrontati con me. Il confronto con voi mi è stato prezioso in queste settimane e mi sarà ancora più prezioso nel portare avanti l’impegno nell’Assemblea. Spero di poter contare nei prossimi anni non solo sulla vostra attenzione, ma anche sui vostri consigli, sui vostri suggerimenti e sulle vostre proposte. Credo che solo attraverso il confronto diretto e permanente con le persone si riesca a fare un buon lavoro per la comunità. Noi crediamo molto nella partecipazione e ci impegneremo per costruire strumenti che la valorizzino… ma contiamo su di voi!

GRAZIE DAVVERO a tutti per la fiducia, per la stima e per il sostegno. Senza di voi tutto questo non sarebbe stato possibile!

Un saluto a tutti e… “hasta la victoria. Siempre!“. A presto. ciao. luca!

RISCHI E BENEFICI DELLE LISTE CON SIMBOLO DI PARTITO

Una questione che è stata messa al centro di questa campagna elettorale è la critica feroce ai partiti. Molti, soprattutto a voce, ma anche via mail, mi hanno chiesto  “perché i partiti vogliono mettere le mani sulla Valle dei Laghi?“, ma anche “quale valore aggiunto possono portare i partiti alla vita politica della comunità?” e ancora “come potranno le liste che si presentano con il simbolo di un partito fare il bene della valle dei laghi se devono rispondere alle loro segreterie provinciali?“.

Non mi piace fare polemiche sterili, ma credo che bisognerebbe ridimensionare l’entità di questi timori che non a caso sono fomentati proprio dalle liste civiche: i partiti sono per loro natura degli strumenti di esercizio della democrazia rappresentativa, o meglio associazioni che si occupano di organizzare la vita politica di una comunità (più o meno grande). Non nego che anche i partiti, come del resto qualsiasi altro strumento – dai più semplici e concreti, come il coltello o il computer, fino ai più complessi ed astratti come la democrazia o l’autonomia – presentino rischi tangibili ma anche potenzialità e vantaggi. Dipende tutto dal “come” e dal “fine” con cui vengono utilizzati.

Sono convinto che, anche se legate ad un simbolo partitico, le liste della coalizione di centro sinistra (posso parlare in particolare di quella del Partito Democratico) non siano dei “burattini” delle segreterie di partito provinciali e al contrario siano espressione pluralista del territorio nel suo insieme; tanto è vero che il programma della coalizione è frutto di un lavoro di condivisione di idee di semplici cittadini, candidati e attivisti LOCALI dei tre partiti e che il Partito Democratico ha proposto di candidare nella propria lista, senza imporre alcun tipo di restrizione (o per meglio dire lasciando piena libertà), anche a me, non tesserato e schierato in un’area politica riconducibile sì alla sinistra, ma ad una sinistra più estrema… ormai extraparlamentare per forza maggiore!

Io credo che i Partiti siano lo strumento adatto attraverso cui governare la Comunità di Valle. Non nego che si corrano dei rischi, ma è vero anche che continuiamo a tenere in cucina i coltelli pur sapendo che potrebbero essere utilizzati anche come arma di offesa, addirittura per uccidere, e non solo per tagliare il pane.

Le Comunità di Valle, anche se piccole, sono e devono essere qualcosa di diverso dai comuni perché sono chiamate ad assolvere compiti che non sono solo amministrativi, ma anche politici (nel senso del decidere insieme “dove vogliamo andare come comunità“).

Un primo vantaggio, che deriva dalla presenza di liste che si presentano con il simbolo di un partito, è che i candidati di quelle liste si espongono dando – agli elettori prima e agli interlocutori (dentro e fuori la comunità) poi – un messaggio meno ambiguo rispetto alla propria collocazione politica. Ci vuole il coraggio di dire chiaramente dove si sta e con chi per evitare di prestarsi a logiche di trasformismo, di opportunismo o di voto di scambio. Essere parte di una lista partitica non vuol dire però obbedienza assoluta, e neppure “intrupparsi” all’interno di una struttura gerarchica chiusa. Il politico non è e non deve essere uno strumento dei partiti: la scelta dei rappresentanti spetta comunque ai cittadini elettori (che hanno il potere, almeno in queste elezioni, di esprimere le preferenza) e non alle segreterie di partito e quindi il politico può e anzi deve dire chiaramente dei “sì” e dei “no” motivati!

Il secondo importante vantaggio è che le liste che si presentano sotto il simbolo di un partito sono formate da persone che sono tenute assieme dagli ideali e i valori di fondo che sono fondanti di quel movimento politico. Al contrario, nel caso delle liste civiche, risulta spesso difficile riconoscere quali siano effettivamente le ragioni attorno a cui si è raccolto quel gruppo di persone. Temo anche, se a queste elezioni si fossero presentate soltanto liste civiche, non saremmo riusciti a parlare di un progetto per la Valle dei Laghi intesa nel suo insieme e avremmo assistito invece all’ennesima resa dei conti – comune per comune – di battaglie passate,  replicando ancora una volta lo spettacolo degradante a cui abbiamo assistito nel corso della campagna elettorale per le elezioni comunali del maggio scorso.

La comunità di valle è e deve essere qualcosa di diverso: un luogo da cui partire insieme non per perseguire obiettivi di piccolo cabotaggio legati al proprio comune, al proprio paese, ma per tracciare insieme a tutti un progetto condiviso e partecipato per lo sviluppo complessivo del territorio.

Il terzo vantaggio non è direttamente legato alla vita delle Comunità di Valle, ma riguarda il futuro dei partiti, in particolare di quelli di sinistra. In questi anni i pariti politici hanno perduto il contatto con la gente, dando uno spettacolo a volte veramente degradante, soprattutto a livello nazionale, di inciviltà e di scarsa conoscenza dei problemi del paese reale, provocando nei cittadini disaffezione e sfiducia nei confronti della classe politica. Portare nuove persone, prese direttamente dal territorio (come ha fatto la coalizione di centro sinistra in Valle dei Laghi), che conoscono i problemi reali della gente comune e che in futuro possono avere un peso (almeno numerico) all’interno di quei partiti può riavvicinare la politica alla realtà (e le persone alla politica) dando una dimensione più reale ed umana  alle cose e contribuendo a realizzando quella politica, fatta dalla gente comune per la gente comune, che è radicata nell’identità eappartiene ai principi più belli e condivisibili della Sinistra.

TRA IDENTITA’ TERRITORIALE ED APERTURA

Cosa forma l’identità di un territorio? E, nello specifico, cosa fa si che la Valle dei Laghi intesa nel suo insieme sia qualcosa di più della semplice somma di sei comuni?

Il concetto stesso di Valle dei Laghi è relativamente nuovo e in molti casi, anche spostandosi semplicemente in altre zone del Trentino, si fatica a afferrare il concetto che ci sia qualcosa di più, oltre al lago di Toblino, lungo la strada che da Trento e Riva del Garda. Noi stessi fatichiamo ad identificarci in questa Comunità e non mi capita molte volte di sentire qualcuno rispondere alla domanda “dove vivi?” dicendo “in valle dei laghi“.

Io credo che questo ritardo non sia dovuto solo al fatto di trovarci in mezzo a due realtà molto forti – demograficamente oltre che economicamente – come il Basso Sarca e la città di Trento, ma anche e soprattutto dal fatto che abbiamo iniziato solo da pochi anni a fare sistema, iniziando a lavorare in rete su più fronti. Credo che ormai tutti – almeno a parole – riconoscano quanto sia importante proseguire lungo la strada intrapresa, altrimenti non staremo oggi parlando di Comunità di Valle. La mia speranza però è che, proprio attraverso la Comunità di Valle, si riescano a superare i campanilismi, andando oltre la logica dei particolarismi per cercare di perseguire quello che è il bene e lo sviluppo comune.

Durante questa campagna elettorale ho sentito molto parlare dell’importanza di concedere ai territori maggiore autonomia decisionale nelle scelte politiche, ma io credo che la riforma delle Comunità di Valle debba essere soprattutto un’occasione per cercare di raggiungere una maggiore apertura mentale e imparare a lavorare insieme per raggiungere obiettivi che siano davvero a vantaggio dell’intera comunità comprendendo che solo se lavoriamo insieme possiamo davvero identificarci in questa comunità… solo se lavoriamo insieme possiamo imparare ad alzare lo sguardo per andare lontano!

L’ESTENSIONE DEL DIRITTO AL VOTO

Nell’ultimo post parlavo di partecipazione e di appartenenza al territorio. Oggi vorrei allargare un po’ il tema sui concetti di identità e di cittadinanza, per fare una riflessione sul diritto al voto. Parlare di estensione del diritto di voto, almeno per le elezioni amministrative, agli stranieri residenti in un territorio sembra oggi quasi rivoluzionario… eppure la proposta era uscita appena due anni fa (epoca alla quale si riferisce la vignetta di Vauro qui a fianco), quando a livello nazionale si discuteva della riforma elettorale che avrebbe dovuto sostituire il “porcellum“.  Purtroppo, come in molti altri settori importanti, non siamo arrivati ad un risultato, anche perché le forze politiche che sostenevano quest’idea sono diventate oggi “extraparlamentari per forza maggiore“.

A volte mi sembra passata un’epoca dalle elezioni 2008 e, seguendo giorno per giorno la cronaca politica nazionale, rimpiango  i giorni in cui ci lamentavamo del governo di Romano Prodi. Oggi, anche se si continua a discutere di una riforma elettorale tanto urgente quanto necessaria per restituire ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti e alla democrazia la propria dignità, nessuno ha più il coraggio di parlare di voto agli immigrati. Certo pretendere che un partito populista – come la Lega Nord che ha voluto e sostiene la barbara politica dei respingimenti indiscriminati – prenda anche solo in considerazione l’estensione del diritto di voto è quanto meno utopistico, ma sono convinto che il rischio sia di perdere un’occasione importante di promuovere l’integrazione… e di dare un messaggio forte e positivo a tutto il paese.

Ecco perché ieri sera, alla riunione della campagna elettorale che si è tenuta a Lasino, ho chiesto a Giorgio Lunelli – uno dei firmatari della riforma delle comunità di Valle del 2009 – “perché non è stata considerata la possibilità di estendere il diritto di voto per le elezioni dell’Assemblea e del Presidente della Comunità di Valle anche agli immigrati residenti e ai giovani dai 16 ai 18 anni?“. La domanda non era casuale e ne includeva due più profonde: se in gioco c’è il futuro della nostra comunità, perché restano esclusi dalle elezioni  proprio coloro che subiranno maggiormente le conseguenze delle scelte politiche che dovrebbero tracciare le linee di sviluppo della Valle dei Laghi? Se la “partecipazione” non è soltanto uno slogan ad effetto per fare della retorica, perché gli unici a non contare sono proprio coloro da cui dipende il futuro del nostro territorio?

Le scelte politiche dell’Assemblea della Comunità di Valle potrebbero ad esempio fare la differenza per un giovane laureato che potrebbe trovare un lavoro adeguato alla sua qualifica in Valle dei Laghi, anziché dover fare tutti i giorni il pendolare per lavorare a Trento oppure per una coppia extracomunitaria immigrata in valle che potrebbe ottenere una casa in affitto a canone agevolato e trovare dei servizi di supporto per pensare di costruire la propria famiglia.

Possiamo continuare a nascondere la testa sotto la sabbia e dire che un politico serio e lungimirante riesce a riconoscere e venire incontro alle esigenze anche delle categorie che non sono rappresentate, ma, per essere molto concreti, proviamo a confrontare il numero degli spazi di aggregazione messi a disposizione dalle amministrazioni comunali della Valle dei Laghi ai gruppi anziani ed alpini con quelli messi a disposizione dei giovani dai 15 ai 30 anni. Siamo ancora sicuri che il peso politico (ed elettorale!) di una categoria non condizioni il modo in cui vengono distribuite le risorse sul territorio?

Nel 1946, in Italia si decise per la prima volta di compiere una scelta rivoluzionaria:  estendere il diritto di voto anche alle donne. Nonostante questo oggi, sessantaquattro anni dopo, la parità di genere ci appare ancora come un obiettivo lontano, visto che non abbiamo neppure una legge che garantisca le quote rosa in parlamento. Quanto vogliamo ancora aspettare prima di dare peso e rilevanza politica anche a tutti gli altri? A livello europeo molti paesi (Danimarca, Norvegia, Spagna, Olanda, Irlanda) hanno già fatto la scelta coraggiosa di introdurre il diritto di voto agli immigrati alle elezioni amministrative, sostituendo come criterio per il riconoscimento dei diritti politici la residenza alla cittadinanza. Per quanto vogliamo essere ancora il fanalino di coda d’Europa?