Net Generation 2 – settembre 2011

\r\n\r\n\r\n\r\nNel secondo numero del semestrale Net Generation si parla di:\r\n

    \r\n

  • percorso formativo
  • \r\n

  • benessere
  • \r\n

  • AVIS
  • \r\n

  • Europa risponde: Europe Direct
  • \r\n

  • stop omofobia
  • \r\n

  • noi figli di Eichmann
  • \r\n

  • cinema e dintorni
  • \r\n

  • ricettario
  • \r\n

  • privacy la sicurezza in rete
  • \r\n

  • io, stregata da Harry Potter
  • \r\n

  • storia di una rock band
  • \r\n

\r\n

Stop omofobia – Net Generation

Quando si parla di omofobia è inevitabile che vengano alla mente quasi solo le immagini delle aggressioni e degli episodi di cronaca che finiscono sulle prime pagine dei giornali. Episodi eclatanti che, per fortuna, sono abbastanza lontani dalla nostra realtà quotidiana. L’omofobia però non è solo questo.

\r\n

Per un ragazzo gay, in particolare se è un po’ insicuro o se non ha fatto coming out, vi assicuro che l’omofobia è un problema della vita di tutti i giorni, con cui deve fare i conti a scuola, sul posto di lavoro, sull’autobus, in palestra, in famiglia. Non stiamo certo parlando in questo caso di pestaggi, ma di tutta quella serie di velati insulti e pregiudizi che – anche se non lasciando lividi – fanno comunque male, soprattutto se sentiti dire da un amico, da un parente, da un datore di lavoro o da una persona a cui tieni.

\r\n

Chi (a parte qualche leghista alla Borghezio) si sognerebbe mai di riferirsi ad un nero con termini come “negro” o “bingo bongo”? Pochi, per fortuna! Provate invece a pensare a quante volte capita durante una conversazione di sentir usare con naturalezza parole come “frocio”, “checca” o di sentire battute idiote sui “finocchi”… L’omosessualità, purtroppo o per fortuna, non è una caratteristica evidente, come può essere invece il colore della pelle, e pochi sembrano rendersi conto che, con le proprie parole, rischiano di ferire la sensibilità di qualcuno. Quindi la prossima volta che vi capiterà di sentire una battuta omofoba provate a contare quante persone stanno ascoltando insieme a voi: se siete più di dieci, (statistiche alla mano) almeno uno dei presenti potrebbe essere gay anche se voi ancora non lo sapete. Diverso è invece se gli atteggiamenti omofobi sono usati con consapevolezza, con l’intento di ferire.

\r\n

Alcuni mesi fa un network televisivo statunitense ha simulato una scena di omofobia in un ristorante in Texas, per filmare le reazioni dei clienti. Una delle attrici doveva fingere di essere una cameriera omofoba e trattare con estrema scortesia le altre due attrici, che facevano la parte una coppia di lesbiche con bambini. Molti tra i clienti del locale si sono mostrati a disagio, alcuni hanno persino protestato per il comportamento della cameriera e hanno espresso il proprio appoggio e la loro solidarietà alla coppia di lesbiche.

\r\n

Vedendo il video non ho potuto fare a meno di chiedermi quali avrebbero potuto essere le reazioni dei clienti di un qualsiasi ristorante nel nostro paese, in una situazione del genere…

\r\n

L’ITALIA NON È UN PAESE PER GAY

\r\n

Forse non ce ne siamo ancora resi conto, ma in maggio – mentre il parlamento italiano respingeva per la seconda volta il disegno di legge contro l’omofobia dell’on. Paola Concia e mentre l’on. Giovanardi tuonava a gran voce contro un’innocua pubblicità gay-friendly di IKEA -a New York hanno celebrato i primi matrimoni gay.

\r\n

In Europa il matrimonio gay è una realtà consolidata da anni e in molti paesi ci sono coppie omosessuali che ormai portano i propri figli alla scuola elementare. L’Italia è invece rimasta al medioevo in fatto di riconoscimento dei diritti e persino le persone più aperte faticano ad accettare l’idea che ci possano essere famiglie con due genitori dello stesso sesso. Nell’immaginario collettivo quando si pensa al mondo GLBT prevale ancora una visione distorta e farcita di pregiudizi. Il mondo dello spettacolo continua a dar spazio solo alle checche isteriche (alla Cristiano Malgioglio) o agli eterni repressi (alla Tiziano Ferro) e nella vita reale sono ancora troppo poche le persone che hanno il coraggio di vivere con serenità la propria omosessualità. In un quadro di questo tipo non dobbiamo stupirci se, stando ai dati del Ministero per le Pari Opportunità, un italiano su quattro dice di non voler avere un vicino di casa gay. Continua a leggere

LOTTA ALL’OMOFOBIA – Net Generation

\r\n

LOTTA ALL’OMOFOBIA in EUROPA

\r\n

IGLYO (International gay lesbian youth association) è un network europeo che coordina l’attività delle associazioni che si occupano della tematica GLBT nel mondo giovanile. È nata nel 1985 a seguito di una conferenza internazionale con lo scopo di unire le forze nella lotta all’omofobia e al razzismo e di instaurare partnership tra realtà di diversi paesi europei. (sito web www.iglyo.com)

\r\n

ILGA (International lesbian & gay association) è un network internazionale di associazioni GLBT che operano in tutto il mondo per sostenere la lotta per i diritti civili. Fondato nel 1978 ha lo scopo di coordinare, attraverso conferenze e gruppi di lavoro, gli sforzi e l’impegno politico delle associazioni partner nazionali nel riconoscimento dei diritti civili nel contrasto dell’omofobia. (sito web www.ilga.org)

\r\n

FRA (fundamental right agency) è un agenzia, fondata nel 2007 per promuovere, coordinare e supportare l’attuazione da parte degli stati membri della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, introdotta con il trattato di Lisbona. Coordina azioni e interventi per combattere il razzismo, la xenofobia, l’omofobia e per promuovere i diritti delle minoranze (rom, linguistiche, sessuali), collaborando con gli stati membri e con quasi 3000 associazioni sparse in tutta Europa. Ha sede a Vienna. (sito www.fra.europa.eu)

\r\n\r\n

L’OMOFOBIA IN TRENTINO

\r\n

Sono stati condannati ad 8 anni di carcere, il massimo della pena, i tre ragazzi appena ventenni che hanno aggredito un ragazzo gay, l’11 aprile 2010. L’aggressione non è avvenuta – come si potrebbe pensare – nella periferia di qualche grande citta, ma a Canazei, in Trentino. Il ragazzo, un cuoco inglese, è stato picchiato a sangue, ridotto in fin di vita e abbandonato nudo in mezzo alla neve, perché uno dei tre ragazzi era convinto che la vittima gli avesse fatto delle avance. Si tratta certo di un caso isolato nella nostra provincia, ma non privo di gravi precedenti, come l’omicidio di una transessuale nel 2006. Anche se i giornali glissano su questo genere di fatti di cronaca, il Trentino non può certo considerarsi esente dal problema dell’omofobia. La giustizia ha dimostrato almeno in Trentino il proprio impegno nel combattere le discriminazioni, con questa condanna esemplare, ma, secondo voi, possiamo dire che la scuola, la politica e la società civile stanno facendo la propria parte nella lotta all’omofobia in Trentino?

\r\n\r\n

LA LEGGE CONTRO L’OMOFOBIA

\r\n

Il 23 maggio 2011 la Camera dei Deputati ha respinto per la seconda volta un ddl presentato dall’on. Anna Paola Concia (PD) che cercava di introdurre un aggravante per i reati di violenza commessi per ragioni di omofobia. Nella relazione di minoranza, l’on. Concia ha sottolineato come questa proposta di legge fosse un tentativo di dare attuazioni ad alcune disposizioni del Trattato di Lisbona in materia di tutela delle minoranze. Questo disegno di legge era già stato bloccato in parlamento nel settembre 2009 ed era frutto di un lavoro di mediazione con il Ministero per le Pari Opportunità. Persino durante la discussione parlamentare alcuni deputati hanno posto sullo stesso livello omosessualità e pedofilia, sostenendo che questa legge avrebbe segnato una discriminazione per gli eterosessuali. Alcuni giorni prima che il ddl approdasse alla Camera, Anna Paola Concia e la sua compagna Ricarda Trautmann sono state insultate con violenza da uno sconosciuto a pochi passi dalla sede del Parlamento, nell’indifferenza dei passanti. L’ennesima conferma di quanto sia urgente per il nostro paese affrontare questi temi.

\r\n

Le immagini sono tratte da “liberi di essere… liberi di amare” campagna contro l’omofobia promossa dal MOS (movimento omosessuale sardo) nel maggio 2008.

\r\n

Articolo scritto per il secondo numero di Net Generation, giornalino del Gruppo Giovani di Terlago  – settembre 2011. Clicca qui per leggere gli altri articoli del servizio sulla lotta all’omofobia

Net Generation 1 – dicembre 2010

\r\n\r\n\r\n\r\n

\r\nNel primo numero del semestrale Net Generation si parla di:\r\n

    \r\n

  • Gruppo Giovani Terlago
  • \r\n

  • Gruppo Giovani Vezzano
  • \r\n

  • Comunità di valle
  • \r\n

  • Progetto “per un sorriso in più…”
  • \r\n

  • Perché fare un anno all’estero?
  • \r\n

  • Il vampiro del tempo
  • \r\n

  • Il clima che cambia: salviamo la nostra terra
  • \r\n

  • Rifiuto o risorsa?
  • \r\n

  • l’AIDS che non fa notizia
  • \r\n

  • Sistemi di sicurezza attiva sulle automobili
  • \r\n

  • Pesca la carpa
  • \r\n

  • Sunday drivers
  • \r\n

  • Cinema e dintorni
  • \r\n

  • Notizie incredibili
  • \r\n