EDUCATIVA DI STRADA …cos’è? o meglio cos’era?

Educativa di stradaChi di voi non ha mai visto un capellone con la borsa e una bella bionda girovagare per feste campestri, bar e viuzze dei nostri paesi? In realtà questi “strani” personaggi non sono due lemming, sono due educatori della Comunità Murialdo che, in questi due anni, hanno seguito un progetto di Educativa di Strada nella nostra Valle.

Ma allora, cos’è l’Educativa di Strada? Un corso accelerato per il recupero dei punti della patente o un progetto per contenere il disagio giovanile?

L’educativa di strada

In realtà, educativa di strada è un modo di concepire l’attività con i giovani. Nata a metà degli anni settanta, questa filosofia educativa cerca di contattare i giovani non tanto nei centri tradizionali, quanto piuttosto nei loro ambienti di ritrovo abituali, e poiché parte da un rapporto molto informale viene vissuto dalle parti in maniera molto simile all’amicizia. Educativa non attira quindi i giovani, ma entra in contatto con loro, entra nel loro mondo, attraversando e frequentando i loro luoghi e i loro spazi; proprio per queste caratteristiche educativa di strada è particolarmente incisiva nel rapporto con i giovani, e riesce a shakerare in maniera ottimale divertimento e amicizia. Un progetto di questo tipo richiede d’altro conto continue revisioni e cambiamenti nei ruoli, nel modo di approcciarsi, nello stare insieme.

Nella nostra valle Educativa di Strada decolla per volere dei comuni nel 2004, per conoscere meglio i giovani, le loro esigenze, i loro interessi. La gestione operativa del progetto era affidata a Fabrizio e Nadia, due educatori della Comunità Murialdo, che periodicamente si confrontavano con la commissione di Comuni…Chiamo per valutare i risultati ottenuti e decidere come impostare i passi successivi.

Le attività

Dopo una prima fase nella quale Fabrizio e Nadia hanno cercato di crearsi una rete di contatti che abbracciasse tutti i paesi della valle, il progetto è continuato in un’ottica di intrecciare un rapporto sempre più stretto con questi giovani, realizzando con loro attività come ad esempio il progetto Contatto, ma anche attività di diverso tipo, come esempio un ciclo di cinema a Terlago o attività di animazione nei Centri di Aggregazione dell’Associazione Airone.

educativa di strada
Nell’estate 2006, educativa ha inoltre aiutato nell’attività di autofinanziamento un gruppo di volontari di Comuni… Chiamo, impegnato nell’organizzazione di uno scambio con la provincia di Foggia. Il gruppo infatti è passato di festa in festa attraverso tutta la valle, per proporre i long drink analcolici, un modo non solo per autofinanziarsi, ma anche da far capire che ci si può divertire anche senza dover svegliarsi la mattina seguente con il cerchio alla testa e la nausea da alcool.

Educativa di strada infatti non era solo tanto divertimento, e allegria, era anche crescita. Nel 2005 ad esempio erano stati organizzati alcuni incontri, in collaborazione con Airone, sulla sessualità e sul rapporto tra giovani e mondo degli adulti. In quest’ottica, però, oltre questi momenti di gruppo, fondamentali erano il contatto diretto e il dialogo con i singoli..

Un secondo, ma non per questo meno importante, fronte dell’attività di educativa di strada era infatti la prevenzione del disagio giovanile. In particolare stringendo relazioni personali particolarmente strette con i ragazzi che manifestavano problematiche relazionali, era infatti possibile affrontare i problemi, per riuscire a superarli e a vivere meglio il proprio rapporto con se stessi e con gli altri.

Con la loro simpatia travolgente e la loro grande sensibilità Fabrizio e Nadia sono stati in questi due anni più amici che educatori e sono divenuti degli autentici punti di riferimento per molti giovani della nostra valle.

Ora, che i comuni hanno deciso di porre fine a questa esperienza, rimane sulla bocca di tutti quelli che hanno partecipato alle attività di educativa di strada, un po’ di amarezza. È stato infatti molto frustrante subire supinamente, senza essere presi in considerazione, una decisione che, di fatto, riguardava prima di tutto i giovani.

I partecipanti al progetto hanno realizzato un video intervista, nella quale hanno raccolto le interviste agli assessori alla cultura dei comuni della Valle, per farli riflettere sul significato e sulla differenza tra il lavorare con e per i giovani, soprattutto per far loro capire che, forse, per capire veramente le esigenze dell, bisogna prima ascoltarli.

Spesso si può dire molto più con 160 caratteri che con mille pagine di mille pagine. Ecco cos’è stata educativa di strada per i giovani.

    • Ne ho uno però è bruciato…mi dispiace… e vi evo ringraziare molto perché ho chiuso con qualsiasi cosa sia droga… con l’alcol ci sto provando… bacino!
    • Ehi educatori di strada sperduti e dispersi!! Sta sera allora ci siete? Baci e baciotti =*
    • Grazie, questa sera mi sono divertita tantissimo… sai non sapevo più cos’era la vita xkè sono innamorata di una xsona che non mi parla più… e l’unica cosa che mi fa stare male e inkazzare è l’indifferenza. Però questa sera sono riuscita a pensare ad altro… bacio mega galattico
    • Che figata!!! ma ci stiamo troppo dentro! per me può andare bene, però voglio che sentiate cosa dicono gli altri x’ è una cosa grossa e impegnativa.
    • Buon giorno! ieri mi è venuta un’idea illuminante x parlare dell’educativa di strada (così tutti potrebbero capire cos’è e come si fa)… vorrei spiegarvela con calma…
    • Non dimenticherò mai tutto quello che avete fatto per noi… vi voglio bene!
    • grazie a voi per averci aiutato a crescere. Siete mitici!

    Articolo scritto per il terzo numero di [email protected], quadrimestrale (solo a parole) dei giovani della Valle dei Laghi. Scritto a quattro mani con Elo. settembre 2007

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