Iraq, Nuovo studio sulle malformazioni infantili

Osservatorio Iraq, 7 ottobre 2010

Avviato in Iraq uno studio sulle malformazioni infantili, che dovrebbe far luce anche sugli effetti dell’uranio impoverito.

Si tratta di un’indagine congiunta dell’Organizzazione Mondiale della sanità (OMS) e delle autorità irachene, iniziata in 6 delle 18 province del Paese, come spiega la portavoce dell’OMS, Fadela Chaib, con l’obiettivo di fornire “informazioni di base” per un programma nazionale in materia di salute materna e infantile.

Il tutto è partito a luglio, e la durata prevista è di 18 mesi (un anno e mezzo).

Il nuovo studio, già annunciato in aprile, arriva dopo una serie di denunce, negli ultimi anni, da parte dei media internazionali, fra cui la BBC e il Guardian, in particolare sulla zona di Falluja (provincia di al Anbar, nell’ovest dell’Iraq), città quasi distrutta da un’offensiva delle forze Usa nel novembre 2004, nella quale sono furono utilizzate anche armi proibite – a cominciare dal fosforo bianco.

I medici locali avevano riferito all’emittente britannica di aver osservato un numero elevato e crescente di bambini con malformazioni congenite, senza però sbilanciarsi sulle cause.

Lo stesso per quanto riguarda l’indagine più recente su Falluja – uno studio epidemiologico i cui risultati sono statipubblicati [pdf] in luglio – che mostra che il numero dei tumori è quadruplicato nei cinque anni successivi all’attacco del 2004.

Ora arriva la nuova ricerca, che – precisa l’OMS – cercherà di approfondire estensione, distribuzione, tendenze del fenomeno dei bimbi nati malformati, stabilendo una base di paragone anche fra le diverse parti dell’Iraq.

Nel monitoraggio sono comprese, oltre alla provincia di al Anbar (dove si trova Falluja), quelle di Baghdad, Diyala, Sulaimaniya (nel nord kurdo), Dhi-Qar, e Bassora.

Le ultime due sono province del sud, dove si registrano percentuali elevate di tumori. A Bassora, in particolare, i medici del posto denunciano il fenomeno fin da dopo la Guerra del Golfo del 1991, e ci sono forti sospetti sui possibili effetti delle armi all’uranio impoverito – di cui la “coalizione” fece un uso massiccio.

Sospetti, ma finora nessuna certezza.

Articolo tratto da: Osservatorio Iraq

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